Un noto e importante magistrato è accusato di aver ricevuto regali e benefici in cambio di favori, e di aver tentato di danneggiare chi aveva avviato un'indagine su di lui
Giovedì 30 maggio la Guardia di Finanza ha perquisito l’abitazione e l’ufficio del magistrato Luca Palamara, ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM, l’organo di autogoverno della magistratura) ed ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Palamara, che ieri è stato interrogato, è accusato di corruzione dalla procura di Perugia, competente per le indagini sui magistrati di Roma. Sui giornali di oggi ci sono diversi pezzi della storia che lo riguardano, che è piuttosto complicata e della quale si conoscono ancora solo informazioni parziali. In breve, Palamara è sospettato di aver sviluppato rapporti inopportuni, accettando soldi e regali, con Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone, un lobbista arrestato nel febbraio 2018 per frode fiscale, considerato vicino al Partito Democratico e in affari con gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Centofanti, Amara e Calafiore sono coinvolti in un’inchiesta per corruzione e compravendita delle sentenze al Consiglio di Stato. Secondo quello che si sa delle accuse, Palamara avrebbe ottenuto viaggi e vacanze a suo beneficio e a beneficio di familiari e conoscenti che sembrerebbero essere state pagate, almeno in parte, da Centofanti: a Taormina, a Madonna di Campiglio e a Dubai, tra le altre. Si parla poi di un anello del valore di 2mila euro che Palamara avrebbe regalato a un’amica e di altri 40mila euro ricevuti per facilitare la nomina a procuratore capo di Gela di Giancarlo Longo; nomina poi bloccata da Sergio Mattarella, presidente del CSM.